


Le malattie dentali e i parassiti intestinali sono tra i problemi di salute più sottovalutati del cavallo, in parte perché si manifestano raramente all’esterno e in parte perché i sintomi sono facilmente attribuibili ad altro.
Le malattie dentali e i parassiti intestinali sono tra i problemi di salute più sottovalutati del cavallo, in parte perché si manifestano raramente all'esterno e in parte perché i sintomi (perdita di peso, scarsa conversione alimentare, coliche ricorrenti) sono facilmente attribuibili ad altro.
Uno studio pratico britannico su 932 cavalli sottoposti a first opinion care ha fornito un quadro chiaro della scala. I ricercatori hanno riscontrato malattie parodontali attive, diastemi (spazi tra i denti) e carie periferiche nel 13,9, 8,7 e 8,2% della popolazione studiata. Lo studio conclude che la malattia dentale nel cavallo rimane una condizione diffusa nei cavalli domestici, con il potenziale di causare sostanziali problemi di benessere se non viene individuata e trattata.
I parassiti intestinali, in particolare i ciatostomini (piccoli vermi rossi) e i grandi vermi rossi, sono una delle cause più importanti delle coliche. La ricerca descrive il quadro storico: i vermifughi introdotti negli anni ’60 hanno contribuito fortemente a migliorare la salute e il benessere dei cavalli, con conseguenze potenzialmente gravi se il controllo fallisce: un gran numero di ciatostomini nella parete dell’intestino crasso possono causare colite fatale se i parassiti incistati emergono all’improvviso, e la migrazione di Strongylus vulgaris può causare coliche gravi.
Decenni di sverminazione di routine hanno creato un serio problema di resistenza. Uno studio irlandese su 44 allevamenti di cavalli ha riscontrato una diffusa resistenza ai benzimidazoli e segni di resistenza all’ivermectina e alla mossidoctina, due delle classi di farmaci più utilizzate. Un ricercatore spiega chiaramente la serietà: "l'uso continuato e indiscriminato dei vermifughi è come darsi la zappa sui piedi", sottolineando che non sono in fase di sviluppo nuovi vermifughi.
Il contesto del problema è chiaro. La ricerca mostra che la maggior parte dei cavalli da competizione vengono sverminati quattro o più volte l’anno per migliorare le prestazioni, il che ha contribuito al crescente problema della resistenza ai vermifughi.
L’industria si sta muovendo verso un approccio più individualizzato. La ricerca descrive il cambiamento: la sverminazione di routine di ogni cavallo durante l’anno viene ora sostituita da metodi più sostenibili che tengono conto della necessità di mantenere un adeguato serbatoio di parassiti (rifugi). Questo approccio, chiamato terapia selettiva, si basa sul fatto che il livello relativo di perdita delle uova (conta delle uova fecali) in un singolo cavallo è un tratto abbastanza stabile, che fornisce una base affidabile per il trattamento selettivo, vale a dire sverminare solo i cavalli che effettivamente trasportano un elevato carico di parassiti, piuttosto che l’intera mandria.
Alcuni gruppi sono particolarmente a rischio elevato, qualunque sia la strategia. La ricerca identifica che i cavalli giovani (sotto i cinque anni) e quelli più anziani (oltre i 20 anni), così come gli animali con malattie concomitanti, sono più suscettibili agli elevati carichi di parassiti che possono avere effetti clinici.
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Almeno una volta all'anno per la maggior parte dei cavalli; i cavalli più anziani e quelli con problemi noti potrebbero aver bisogno di controlli più frequenti.
La diffusa resistenza ai prodotti comuni rende la strategia raccomandata la sverminazione selettiva sulla base del conteggio delle uova fecali.
Cavalli giovani (sotto i cinque anni), cavalli più anziani (oltre i 20 anni) e individui con malattie concomitanti.